Salone Internazionale del Libro di Torino 2019 a Lingotto Fiere
Arte e Cultura

Salone del Libro di Torino: guida alla sopravvivenza

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Il Salone internazionale del Libro di Torino, un nome una garanzia.

Un salone in cui perdersi tra centinaia di proposte di editoria, editoria italiana e straniera, dunque internazionale, nel suo significato più vero.
Un salone internazionale del libro, libro come oggetto e come concetto, attorno a cui ruotano autori, editori, artisti e lettori.

E non è forse dei libri che si dovrebbe dunque parlare?

Eppure ogni anno una polemica nasce e cresce spesso al di là dei suoi confini,  dimostrazione del valore che uno stand al Salone del Libro ha per il libero pensiero.

 

Quei pochi metri di carta dedicati a ogni editore, pieni di lettere e di filosofia, hanno infatti (ancora) il potere di scuotere l’opinione pubblica, di aprire argomenti importanti, di avviare movimenti.
Il Salone del Libro è un cuore pulsante di cultura che ha un’organizzazione centrale, è vero, ma è frutto soprattutto di uno sforzo corale da parte di tutti coloro che vivono di letteratura.

Ci sono tanti libri, sì, ma è l’anima dei librai, degli editori, degli autori, dei pensatori, che lo permea per quattro giorniSe non ci siete mai stati, dovete provare a respirare quell’aria.

 

 

L’esperienza del Salone però, se vissuta appieno, è una cosa intensa. Non ve lo nascondiamo.

Ecco quindi una guida di sopravvivenza per arrivare (quasi) indenni alla fine e sfruttarlo al meglio in tutte le sue possibilità.

1. Come orientarsi?

Impossessarsi di una mappa del SalTO nel primo istante in cui si entra (un istante dopo potrebbe essere troppo tardi) è il primo passo per avere quanto più possibile un’idea di dove ci si trova e dove si è diretti.
Questi fogli di salvezza sono merce rara e preziosissima quindi dotarsene garantisce non solo un’esperienza al Salone molto meno vagabonda, ma anche un considerevole potere nei confronti di amici, conoscenti e fratelli minori a cui potrete spillare favori di ogni genere, in cambio di una merce di tanto valore.
Quest’anno sembrano essere disponibili in grande quantità: staremo a vedere…

Se non riuscite ad averla, comunque, potete sempre contare sui piloni al centro degli spazi. Certo, mappa o non mappa, piloni o non piloni, la frase “Ma secondo me da qui ci siamo già passati” verrà pronunciata almeno 10 volte.
Ma perdersi è parte del suo fascino.

 


“Ma com’è possibile girare in tondo se è fatto a scacchi?!”

 

In alternativa, c’è sempre l’opzione di vederla sul sito, da cellulare, o – meglio ancora – stamparsela a casa prima di andare.

In ogni caso i padiglioni quest’anno sono quattro, con l’aggiunta dell’Oval (che ha aperto anche un nuovo ingresso, meno affollato): il Bookstock village è “salito in superficie aumentando la comunicazione con il Salone stesso e prendendo parte del padiglione 2; l’1 è dedicato principalmente alla piazza araba, alla regione ospite (Marche) e al Read and Play, con case editrici di giochi da tavolo, tavoli di prova e fumettistica in collaborazione con Lucca Comics. Nel due c’è molta letteratura per ragazzi e didattica, specie in prossimità del bookstock, e alcuni editori indipendenti, che continuano nel tre e nell’Oval (che è collegato dall’interno da un cordone che parte in fondo al padiglione 3).

Bagni consigliati: quello in container lungo il cordone che porta all’Oval è uno dei meno frequentati e quindi adatto a saltare le code; quello in fondo al padiglione 3, vicino allo Stand di Reading China, sembra particolarmente pulito.

2. Consigli sugli eventi?

Diciamoci la verità: selezionare nel fitto programma dentro e fuori il Salone una tabella di marcia realistica e priva di rimpianti è impossibile. Soprattutto, lo è dotarsi dell’ubiquità che richiederebbe una tale intensità di incontri interessanti in così pochi giorni.
Regola numero uno: vivetela come una cosa positiva anziché con l’ansia.
Regola numero due: per fortuna c’è sempre chi è più appassionato di noi e chi ci lavora. Seguite i profili e i blog specializzati per consigli più o meno diretti sugli appuntamenti più succosi. I nostri imprescindibili: Tegamini e Pennywise. Se avete autori o editori preferiti, controllate le loro pagine social per tempo per sapere cosa stanno organizzando. Quest’anno, SUR è indubbiamente sulla cresta dell’onda.

In generale, per avere una selezione quanto più possibile severa ma varia, scaricarsi i comunicati stampa (o seguire le conferenze stampa e soprattutto la seconda) del Salone stesso è un ottimo modo per sapere quali sono gli eventi di punta del programma. Detto questo, gli interessi sono personali e il Salone segue sempre moltissimi filoni insieme. Per questo, trovare la pazienza di sfogliare come si deve il programma (cartaceo, in luogo, o online) è l’unico modo di capire cosa è imperdibile secondo i propri gusti personali.
Considerate che tra code, attese e domande ogni evento vi prenderà circa due ore. Se poi è l’evento dell’anno o la personalità coinvolta è una star della cultura, preparatevi tranquillamente a file anche più lunghe… Ma fatevi coraggio! E vedrete che troverete qualcosa che vale l’attesa.

 

 
(Alberto Angela insegnaci)


Il Salone Off
(ovvero gli eventi organizzati in città al di fuori del complesso del Lingotto) in genere ha ritmi e folle ben meno folti: può essere un buon modo per iniziare a fraternizzare con la bagarre e spesso presenta appuntamenti di uguale interesse (e senza biglietto di ingresso!)

3. Ma i libri sono scontati?

In generale, non sempre. In pratica, spesso lo sono a fronte di un acquisto cospicuo. In generale le promozioni vanno e vengono nei giorni e nelle ore quindi sarà il destino a portarvi sulla strada del libro giusto nel momento giusto, in gran parte. In generale, usare il primo giorno per acclimatarsi con le strategie di vendita dei diversi editori è un buon metodo per sperare di dare una mano al destino. Esempio: la Fazi in genere sceglie l’autore del giorno e sconta due libri al costo di uno. Scoperto questo il primo giorno, potete sperare di trovarvi nei paraggi quando sarà il turno del vostro autore preferito presso quella casa editrice…

 


“Oh ma che coincidenza!”

Le ultime ore dell’ultimo giorno sono le migliori per approfittare di offerte “svuota tutto” soprattutto: muovetevi in squadra e puntate sulla quantità per garantirvi affaroni sui vostri titoli preferiti. Ad ogni modo, lo stand italiano del Libraccio garantisce affaroni incredibili, mentre Colti allestisce ogni anno una libreria di consigliati in tema con gli appuntamenti del salone che è una manna per chi in mezzo a tanta abbondanza non sa più da che parte girarsi.

4. Consigli su come sostentarsi?

Se state tutto il giorno, col pranzo al sacco e, se uscite affamati e stanchi, con una bella cena all’Osteria del Fiat, che è dietro l’angolo, o ai vicini locali di San Salvario: non troppo distante c’è il Caribbean Bistrot (non è perfetto dopo una giornata dedicata alla letteratura sudamericana?). Considerate naturalmente che non sarete i soli e che la zona è calda in questi giorni…
Una telefonata per prenotare è sempre una buona idea.
Un’altra opzione è entrare dopo pranzo (pausa pranzo giapponese al Kata Radja?) o fare prima una lauta colazione: le brioche della Pasticceria Beatrice valgono una deviazione anche se non sono vicinissime, credeteci. Se invece volete pranzare o cenare con proposte uniche e creative come risotto alle fragole o salmone in salsa di miele fate un salto da Monegato e la bontà è assicurata!

Angolini tattici scovati all’interno: il chiosco di sfogliatelle calde e caffè nel padiglione 3, lungo le pareti di confine con il 2 (sfogliatelle buone a 2 euro e 70 è difficile trovarle anche fuori… Sono state una sorpresa piacevolissima dentro la fiera). Se invece avete famazza e la giornata è bella, ci sono i chioschi all’uscita dell’Oval, all’aperto, con i buonissimi hamburger di Eataly: i prezzi non sono economici affatto, ma c’è da dire che la pausetta al sole in un punto che a non tanti viene in mente di esplorare può valere la spesa.

5. Quindi in borsa cosa metto?

Lo stretto necessario, se vuoi la nostra. I passi percorsi nel Salone non si contano e ogni zavorra alla lunga si sente. Qualcosa da sgranocchiare e il classico abbigliamento a cipolla sono sempre l’opzione migliore, zaini e tote bag di scorta sono la scelta più comoda e più di tutto è importante ricordarsi che fuori ci sono i controlli: dite addio a profumi, deodoranti e bottigliette d’acqua, ma anche a borracce di metallo e ovviamente a coltellini e spray di ogni tipo. Una borraccia interamente in plastica e vuota può essere quindi una buona opzione, a patto che pesi poco. Per il resto, il minimo indispensabile è l’ideale per vari motivi.

 

 
ecco esatto: meglio di no

 

6. Scontistiche sul biglietto?

Capitano dal cielo, durante l’anno e raramente all’ultimo minuto. Per trovarle (una volta uscivano su TorinoSette, l’anno scorso era in omaggio con una certa spesa in libri su amazon) bisogna tenere le orecchie aperte non solo in aria di apertura del Salone.
Quest’anno, comunque, ToBike permette lo sconto più consistente (con abbonamenti giornalieri a 5 euro che tra le altre cose consentono di uscire e rientrare per pranzo senza drammi), mentre la Torino Musei consente un ridotto standard a 8 euro.
A proposito di biglietto: acquistarlo su internet per tempo vi evita un’altra coda finiti i controlli. Approfittatene.

7. Ma se vi incontriamo e vi riconosciamo possiamo salutarvi?

Certo! A vostro rischio e pericolo: potreste trovarci in un momento di follia in odore di libri e trovarvi trascinati a uno stand dove stanno facendo una promozione imperdibile o dove pubblicano una rarità mai vista o dove sta per avvenire qualcosa di imperdibile. Consideratevi autorizzati a fermarci e anche ad abbandonarci in qualunque momento.



ci troverete e lascerete così.

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