Buffy the Vampire Slayer: quello che resta
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Buffy the Vampire Slayer: quello che resta

Buffy the vampire slayer: quello che è invecchiato e quello che resta

Perché vederlo, o rivederlo, e perché ne stiamo ancora parlando

Ciao da una mega fan assoluta e totale di questa meravigliosa serie del 1997 (recuperabile attualmente su Disneyplus) che praticamente mi ha accompagnata nella crescita e mi ha resa ciò che sono (quindi, prendetevela con lei).

Chi di voi non ricorda l’iconica intro? O ancora, l’iconica soundtrack? (solo a sentirla voglio riguardare episodi a caso).

“In every generation there is a chosen one. She alone will stand against the vampires, the demons and the force of the darkness…she is the slayer!”

Qualche mese fa noi fan della serie abbiamo un po’ tremato a denti per la notizia (che ciclicamente si ripete ogni tot anni) di un reboot della saga, reboot che sembrerebbe (per fortuna) attualmente in pausa, di nuovo. E questo però mi ha dato modo di pensare e di decidere che serviva un bell’articolo in cui io potessi dire la mia su cosa è effettivamente invecchiato non troppo bene della serie e cosa invece rimane attualissimo e che resta, anche a distanza di (mentre scrivo) 19 anni dalla sua fine.

Per chi non sapesse di cosa sto parlando (ma c’è qualcuno che non lo sa?), la serie ci racconta della vita e delle avventure della giovane Buffy Summers, cacciatrice di vampiri, la prescelta che si erge contro le forze del male in ogni generazione dai tempi dei tempi, unica con il potere di combattere vampiri, demoni e chi più ne ha più ne metta.

Il mio è un compito molto arduo, quello di scrivere questo articolo, per cui chiedo scusa in anticipo a chiunque sia fan della saga, ma credetemi quando dico che sono stata ore davanti alla pagina bianca a chiedermi come fare a riassumere in una lunghezza ragionevole ciò che penso di questa serie ormai iconica. L’articolo sarà diviso in due parti, la prima senza spoiler, per chi non ha visto la serie e magari vuole incuriosirsi, e la seconda invece con spoileroni pazzihh e allucinanti.

 

Parte dell’articolo spoiler free per quelli di voi che – ho i brividi a dirlo – non hanno mai visto Buffy

correte a vederla, nauuu

Beh, che dire? Buffy si contraddistingue fin da subito, dai primi minuti del primo episodio pilot, per una certa irriverenza verso le regole della televisione dell’epoca, utilizzate come stereotipi da ribaltare e distruggere abbastanza in fretta. Concedetemi almeno uno spoilerino piccino piccino sul primissimo minuto dell’intera serie per farvi comprendere di cosa sto parlando. Due ragazzi entrano di nascosto a scuola di notte per amoreggiare un po’. Lei però è inquieta, nervosa, biondina, tutta delicata, sente dei rumori e sembra impaurita, salvo poi tramutarsi in un vampiro e uccidere il ragazzo che era con lei.

Qui la serie ci mostra quello che poi sarà chiaro nelle sette stagioni successive: questa è una serie diversa, che non ha paura di giocare con ciò che era sempre stato fatto sul piccolo schermo, una serie da cui ci si può aspettare di tutto in qualsiasi momento e in cui l’ironia è punto focale. E non è infatti un caso che la nostra eroina è minuta, bassina, piccina e bionda, una controtendenza se ci pensate, rispetto alle eroine dell’epoca in televisione e su grande schermo (sicuramente una controtendenza verso la maggior parte dei protagonisti uomini).

La serie è un inno alla rivoluzione femminista e al girl power quando di girl power ancora non se ne parlava.

Buffy è anche uno dei primi esempi di struttura orizzontale nelle serie tv. Quando ancora si parlava di serie che andavano viste solo per episodi, ecco che qui invece la trama si sviluppa durante la stagione per arrivare al confronto finale con il cosiddetto “Big Bad”, il supervillain. Così facendo, Whedon (ispirato dai fumetti e da ciò che la Marvel faceva su carta) crea una delle prime serie con archi narrativi profondi e relazioni tra personaggi che si intrecciano e si modificano man mano che la storia si evolve.

Ed è qui che volevo arrivare. Perché, se le cose che sono invecchiate sono gli effetti speciali o il make-up di qualche mostro in qualche puntata (che oggi strappano ben più di un sorriso), una cosa che invece non è invecchiata di un solo giorno dalla data di uscita sono i suoi personaggi iconici e le relazioni che essi hanno intrecciato lungo le sette stagioni, relazioni che si sono evolute in base agli avvenimenti che lo stesso spettatore ha visto davanti ai suoi occhi, relazioni che si sono rotte, unite, sanate o distrutte per sempre.

E in Buffy troviamo anche uno dei primissimi (se non il primo) esempi di una relazione lesbica tra due donne, portata in scena finalmente con grande spontaneità e senza vergogna (e non erano nemmeno gli anni 2000). E per l’epoca, credetemi quando lo dico, non era banale.

Ogni stagione porta avanti tutti i personaggi, che vediamo crescere e cambiare; le tematiche si evolvono, diventano più impegnative, più oscure e tristi, in alcuni casi, e questo non è altro che una metafora della stessa crescita, del diventare adulti, dell’affrontare la vita per com’è.

Ma adesso, perdonatemi, perché non sto più nella pelle. Inizia la parte SPOILERONI.

 

Parte dell’articolo spoileroni pazzihhh e allucinanti

Ho scelto di trattare questa seconda parte con spoiler nominando delle puntate per poter spiegare i concetti e le cose che vorrei dire (io potrei scrivere un articolo per ogni puntata delle sette stagioni, non scherzo).

 

  • Passion, 2×17

Questa è una puntata che segna di fatto una svolta enorme nella trama. La perdita dell’innocenza per Buffy ha significato letteralmente vedere l’uomo di cui era innamorata perdere l’anima e diventare un mostro sanguinario. Non sto qui a sottolineare i significati dietro questa scelta, ma qui vediamo davvero le cose diventare molto oscure per la prima volta e molto in fretta. Angel, il bel vampiro dalla faccia angelica con un’anima, uccide senza pietà uno dei personaggi della serie e non si torna indietro. Non ci sono cose capite male o colpi di scena. La morte in Buffy è morte, a parte la nostra eroina, di cui parleremo a breve.

“Passion. It lies in all of us. Sleeping… waiting… and though unwanted, unbidden, it will stir… open its jaws and howl. It speaks to us… guides us. Passion rules us all. And we obey. What other choice do we have? Passion is the source of our finest moments. The joy of love… the clarity of hatred… the ecstasy of grief. It hurts sometimes more than we can bear. If we could live without passion, maybe we’d know some kind of peace. But we would be hollow. Empty rooms, shuttered and dank. Without passion, we’d be truly dead.”

Una delle puntate più intense in assoluto che arriva dritta come un treno e che cambia le cose per sempre. La nostra eroina, infatti, più avanti si troverà a dover sacrificare l’amore della sua vita per la sua missione e per il bene. Ed è questo che farà sempre, non permettendo mai a nessun uomo, per quanto possa diventare importante per lei come compagno o figura paterna, di interferire con le sue scelte.

Alla fine di questa stagione, il villain, il nostro caro Angelus, in procinto di ucciderla, le chiede cosa le resta se le togli armi, amici e speranza. E Buffy (prima di fargli il culo) risponde: “me”.

Angelus: “Now that’s everything, huh? No weapons… No friends…No hope. Take all that away… and what’s left?”

Buffy: “Me.”

 

  • The body, 5×16

Qui stiamo parlando di una puntata che è un vero pugno nello stomaco. La puntata precedente termina con Buffy che, in una scena assolutamente normale e di una quotidianità spiazzante, torna a casa, chiama sua madre e la ritrova riversa sul divano ad occhi aperti, immobile, morta.

Il realismo messo in scena in questo episodio è ogni volta disarmante. Questa è una delle puntate che ho rivisto meno perché è una di quelle che fanno più male, per la sua forza e la sua sincerità verso un argomento come la morte, ed è per questo anche una delle più belle. “Un corpo freddo”, in italiano, è un’intera puntata su cosa significhi vivere. Tutta la trama si ferma di fatto attorno a questo avvenimento, che viene sviscerato nella sua cruda normalità. L’episodio non contiene nessun accenno a colonna sonora; il silenzio, i dialoghi e la quotidianità di un avvenimento tale sono assordanti già di loro, mentre vediamo i personaggi che abbiamo imparato ad amare indifesi, disorientati e sotto shock davanti alla morte.

Nessun espediente paranormale, nessun mostro, nessuna cattiveria, solo la cruda verità su quanto sia labile la vita umana.

 

  • The gift, 5×22

In questo episodio, come accennavo prima, vediamo la morte dell’eroina. Pura e semplice. Non è la prima volta che la vediamo morire (Buffy morì nell’ultimo episodio della prima stagione per pochi minuti, annegata). Qui Buffy decide però di compiere un sacrificio, una scelta, per salvare la vita di sua sorella e il mondo intero. Colei che da sempre si era sentita dire che era la prescelta e che la morte era il suo dono, compie il sacrificio finale serenamente, accettando di fatto il suo destino.

Quello che non poteva sapere era però che i suoi amici non l’avrebbero lasciata nella tomba tanto a lungo… con tutta una serie di conseguenze oscure che questa scelta porterà sulla vita di tutti. Da questo momento, e per tutte le due stagioni successive, gli argomenti trattati diventano molto più oscuri e difatti la serie passò dall’essere trasmessa alle 3 del pomeriggio ad una programmazione alle 2 di notte – ricordo ancora le notti con le mie sorelle ad aspettare il nuovo episodio. Da quando Buffy viene resuscitata vediamo l’oscurità che si cela nell’animo di tutti, l’egoismo, la cattiveria a volte. Ma ne parliamo più avanti.

 

  • Seeing red, 6×19

Questa è indubbiamente una delle mie puntate preferite (non dico LA puntata preferita, perché non saprei scegliere). In questa puntata vediamo come il male può radicarsi in ognuno di noi, anche nei personaggi che tanto abbiamo imparato ad amare e che erano lo stendardo del bene. All’interno della puntata Spike, il vampiro biondo ossigenato senza anima ma innamorato della cacciatrice, prova a stuprarla all’interno del bagno di casa. Anche qui, nessuna colonna sonora, una scena rigida, cruda, luci fredde, la ragazza che piange e gli urla contro. Una delle scene più difficili da mandar giù per tutta la fanbase e motore di ciò che accadrà poi al personaggio del vampiro, che assalito dai sensi di colpa partirà per un viaggio alla ricerca della sua anima.

Ma l’episodio non si ferma qui. Quando ormai siamo già più che sconvolti, ecco che non servono villain vampirici o demoni sovrumani per distruggere delle vite.

Basta un uomo, senza poteri, ma con una pistola.

Qualche colpo di arma da fuoco e Buffy è a terra tra le braccia di Xander, insanguinata. Ma se la nostra eroina, a fatica, se la caverà, Tara, amore della vita di Willow, perde la vita tra le sue braccia. Ancora una volta, in una scena di una quotidianità disarmante, mentre le due parlavano una di fronte all’altra, davanti ad una finestra. Ed è qui che vediamo una delle evoluzioni più assurde di un personaggio all’interno di una serie tv, mentre Willow usa tutto il suo potere magico da strega per portare indietro la sua amata. E quando scopre che non c’è nulla da fare per causa di morte naturale, quando scopre di aver perso per sempre la persona amata, perde il controllo annegando completamente nella magia nera e regalando a noi spettatori il villain più spaventoso di tutte le stagioni, Dark Willow, una persona distrutta dall’amore e dalla tragica perdita.

 

  • Chosen, 7×22

Come non nominare la puntata finale di questa serie? Qui tutto arriva a conclusione e il cerchio disegnato sapientemente dalla prima stagione si chiude.

Buffy è la prescelta, Buffy è sempre stata la prescelta e per questo è sempre stata sola, cosa che l’ha sempre fatta soffrire enormemente e l’ha portata a distaccarsi da tutto e da tutti. Il male primordiale è troppo grande da sconfiggere, la bocca dell’inferno si sta velocemente aprendo, Sunnydale è nel caos, le persone lasciano la città in preda al panico, tutto sembra perduto.

Ed è qui che Buffy abbraccia finalmente il suo potere, abbraccia la sua sofferenza, le sue paure, trasformando la sua “maledizione” in un dono. La vediamo nel bellissimo monologo finale davanti alle potenziali cacciatrici, ragazze come me, come te, come tante altre, ragazze che non hanno il potere, non fino a quando Buffy morirà e una di loro sarà la prescelta.

Ed ecco che Buffy chiede a tutte loro perché le cose devono andare così. Soltanto perché un gruppo di uomini centinaia di anni fa ha deciso così? Buffy si rivolge alle potenziali cacciatrici e a tutte le ragazze e le donne che stanno guardando in quel momento la televisione:

Odio tutto questo, odio dover essere qui. E che voi dobbiate essere qui. Odio che esista il male e che io sia stata scelta per sconfiggerlo. Quanto vorrei non essere mai stata scelta. E so che molte di voi stanno pensando la stessa cosa. Ma qui non si tratta di desideri, qui si tratta di scelte. Io credo che possiamo sconfiggere il Primo, non quando arriverà, non quando la sua armata sarà pronta, ora. Domani mattina aprirò il sigillo, varcherò la Bocca dell’Inferno e finirò questa cosa una volta per tutte. In questo momento vi starete chiedendo: “Cosa ci rende diverse? Cosa ci rende qualcosa di più di un gruppo di ragazze che verranno eliminate una ad una?”. È vero, nessuna di voi ha il potere che io e Faith abbiamo, è per questo che dovete fare una scelta. Se poteste avere quel potere adesso? In ogni generazione nasce una cacciatrice, perché un gruppo di uomini che sono morti migliaia di anni fa ha stabilito questa regola. Erano uomini potenti, questa donna è più potente di tutti loro messi insieme. Allora cambiamo la regola, io dico che il mio potere dovrebbe essere il nostro potere. Domani, Willow userà l’essenza della falce per cambiare il nostro destino. D’ora in avanti, ogni ragazza nel mondo che potrebbe essere una cacciatrice sarà una cacciatrice. Ogni ragazza che potrebbe avere il potere, avrà il potere, e se vorrà ribellarsi, lo potrà fare. Cacciatrici, tutte, fate la vostra sceltasiete pronte ad essere forti?

Scusate, ma io devo mettervi la scena in inglese, è più forte di me.

È il femminismo nella sua forma più eccellente, è la consapevolezza di essere donne, di essere potenti, di non avere bisogno di un uomo che ci dica quando esserlo e perché, di poter fare una scelta.

Buffy ci insegna, a distanza di vent’anni e più, che non dobbiamo essere perfette per essere forti e che possiamo essere forti pur essendo fragili. E questo, questo di Buffy non invecchia mai e la porta a superare la prova più difficile di tutte, quella del tempo.

 

Non pensavate di esservi liberati di me? Altri pensieri random perché non ce la facevo a chiudere l’articolo con le milioni di cose ancora da dire

  • guardatelo, se potete, in inglese, perché in italiano il doppiaggio l’ha massacrato, di fatto facendo perdere molti giochi di parole o censurando tantissime parti
  • è diventata iconica e spesso in libri, serie tv e film, troverete dei riferimenti che, se conoscete la serie, è facile interpretare

 

Puntate jolly da ricordare:

 

  • Hush, 4×10

Una puntata a dir poco terrorizzante: qui vediamo dei demoni che rubano la voce all’intera cittadina per poter uccidere indisturbati. La puntata è interamente muta e dà luogo a siparietti molto divertenti, ma ad altrettanti momenti inquietanti a dir poco. I famosi “gentleman” sono dei mostri terrificanti e silenziosi, che si muovono roboticamente come delle marionette e che fluttuano nell’aria, verso una vittima resa incapace persino di urlare e chiedere aiuto.

Si tratta di uno degli episodi più amati e acclamati da critica e fan, rivoluzionario ed innovativo a dir poco. La puntata diventa subito uno scenario da incubo e fu nominata agli Emmy.

 

  • Once more, with feeling, 6×07

Questa è una puntata musical, in cui vediamo tutti i personaggi cantare e ballare (con dietro un espediente narrativo, manco a dirlo). Una puntata decisamente anomala e divertente, ma che non ferma la trama, perché grazie all’espediente usato i personaggi nelle loro canzoni sono completamente sinceri su cosa provano e sentono, dando vita a vere rivelazioni.

Infatti è in questa puntata che scopriamo che Buffy, resuscitata, è stata letteralmente strappata via dal paradiso, dai suoi stessi amici, e non riesce assolutamente a superare questa condizione.

 

  • Normal again, 6×17

Questa è una puntata non spesso nominata nelle liste, quando si parla di Buffy. Io però la reputo tra le mie preferite non per narrazione o messa in scena, ma per un dubbio atroce che viene instillato di fatto nello spettatore (cosa che io trovo geniale).

In questa puntata un demone inietta a Buffy una sostanza che di fatto le fa avere delle allucinazioni e vediamo la nostra eroina “vivere” in un mondo parallelo, un mondo in cui lei è rinchiusa in un ospedale psichiatrico e da anni tentano di curarla da una schizofrenia pesante che la porta a credere di essere la cacciatrice e di combattere contro vampiri, demoni e forze delle tenebre.

Qui Whedon sembra suggerire che le due realtà sono parallele e che sta a noi credere quale sia quella reale. Buffy è una ragazza malata rinchiusa in un ospedale e ciò che stiamo vedendo sono i deliri della sua mente? La fine dell’episodio è a mio parere meravigliosa e affascinante. Vediamo Buffy scegliere di “abbandonare” la realtà dell’ospedale, compresa sua madre ancora viva e sana, per sempre, per tornare alla sua lotta e ai suoi amici che hanno bisogno di lei. La Buffy del manicomio è persa per sempre.

Anche qui, indipendentemente da come vogliamo interpretare questa puntata, Whedon e gli sceneggiatori sembrano suggerire che l’importante non è la realtà o quale sia quella vera, ma le nostre scelte.

 

  • Restless, 4×22

Questa è una piccola puntata chicca, che arriva subito dopo il finale della stagione numero 4. Il villain di stagione è stato sconfitto e dunque lo spettatore si chiede cosa accadrà in questo episodio. I nostri personaggi sono sfiniti e stanchi dopo la battaglia e cadono addormentati in sonni agitati e dal chiaro sapore lynchiano (le tende rosse simil Loggia Nera, l’atmosfera onirica stramba, Tara che compare ovunque come Laura Palmer nei vari sogni).

È qui che capiamo quanto Whedon avesse pianificato tutto meticolosamente. La prima cacciatrice arriva in sogno a ognuno dei nostri personaggi, con immagini e avvenimenti strani e inquietanti e di difficile comprensione. Vedendo la serie fino alla fine scopriremo poi che tutto ciò che capita in questo episodio altro non era che un’enorme anticipazione sui destini di tutti i personaggi da noi amati, ma non lo sapevamo ancora.

 

Si, lo so, lo so cosa volete sapere. Sempre stata team Spyke io.

 

Testo di: Incoronata Galietti

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