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Web Summit mood: tech e novità digitali (e non)

Web Summit mood: tech e novità digitali (e non)

Il più grande convegno su tecnologia e web al mondo

Pratica guida per capirci qualcosa

In questo articolo cercherò di spiegare che cos’è l’esperienza Web Summit, vi parlerò di cosa si impara e di cosa si capisce di dover imparare, il tutto condito da aneddoti, curiosità, Lisbona e pasteis de Belem.

e a proposito, puoi scoprire quanti riusciremo a mangiarne quest’anno seguendoci sulle nostre storie Instagram

Indice dei contenuti

 

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Che cos’è il Web Summit e perché ne parliamo?

Il Web Summit è il più grande ed importante convegno su tematiche digitali (e non) e tecnologia al mondo e si tiene annualmente, solitamente in autunno e da un po’ di anni a Lisbona.

Lo staff di Turinoise lo frequenta regolarmente da un po’ (se non erro viaggiammo in rotta Web Summit per la prima volta nel 2018) e persino in pieno mondo pandemico abbiamo seguito tutto virtualmente (come d’altronde quest’anno). Ma perché ne parliamo?

Partecipare al Web Summit fornisce una visione sempre aggiornata e globale sulla direzione in cui si muove la comunità dell’online e si ha la possibilità di ascoltare speaker, oratori e iscritti provenienti da ogni parte del mondo (può capitare di ritrovarsi seduti ad azzannare un panino tra una conferenza e l’altra chiacchierando con questo manager o con quell’ingegnere informatico ecc).

Si possono ascoltare i giganti del tech (CEO di Microsoft, Canva, CMO di Burger King, c’è davvero di tutto) fino ad arrivare ai fondatori e alle fondatrici delle start-up più innovative.

Le date di quest’anno:

mar01nov All Dayven04Turinoise al Web SummitEvento Diffuso, Torino

Si tratta di una realtà altamente pregna di ispirazione, innovazione, tematiche importanti, curiosità e idee, un evento che ti lascia esausto ma con il cervello in fermento.

 

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Programma e app salvavita

Ma partiamo dalle basi allora, ovvero il programma (che ad una prima occhiata è follia).

Solitamente il programma è diviso in macro-aree e argomenti e dunque si parte dallo scegliere le aree di interesse, nel nostro caso ovviamente si tratta delle aree che analizzano web, tecnologia e novità dal mondo digitale essenzialmente, anche se il tutto è visto a 360 gradi e sotto più punti di vista, compreso quello etico e che tocca argomenti come privacy e GDPR.

Le conferenze sono tutte in lingua inglese, dunque il primo consiglio è di prendere il biglietto se masticate abbastanza bene la lingua (anche tra iscritti ci si parla in inglese).

Tra una conferenza e l’altra spesso ci sono pochi secondi di pausa, per cui l’atmosfera da Web Summit è correre da un padiglione all’altro secondo una schedule folle che solitamente non si riesce mai a rispettare appieno, perché andando da una zona all’altra del convegno ci si imbatte in start-up fighe, stand con le ultime novità su computer, robot promozionali che ti parlano e a cui puoi chiedere la qualunque e macchinette del caffè con caffè illimitato.

L’app, che fanno uscire puntualmente qualche settimana prima dell’evento, è uno strumento preziosissimo perché permette di organizzare una schedule in base a padiglioni, argomenti e orari, ed è sempre fondamentale per capire dove andare, cosa fare e cosa vedere.

 

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Speaker da cercare in agenda

Ogni anno ovviamente l’agenda e l’elenco speaker sono quanto di più interessante ci possa essere, con giganti del tech, ma anche attori, creatori e influencer (non dimenticheremo di certo la talk con Ridley Scott o l’happy hour virtuale in pandemia con Bryan Cranston e Aaron Paul).

Io e Anna cerchiamo di ascoltare sempre voci nuove nel panorama digital ma abbiamo ovviamente anche i nostri speaker preferiti e li ricerchiamo in programma ogni anno, per non perderci le loro talk.

Fernando Machado, CMO di Burger King, tiene sempre delle talk geniali a tema marketing, advertising e pubblicità, portando ovviamente come esempio alcune tra le campagne più favolose di Burger King e spiegando il meccanismo che nascondono e l’ideazione delle stesse (alcune tra le nostre preferite sono la favolosa “Whopper en Blanco” per sensibilizzare al voto il Brasile o la pubblicità del Whopper ammuffito, altra nostra preferita di sempre, che comunica quindi di fatto la freschezza degli ingredienti in un modo mai visto, concentrandosi sull’assenza di conservanti).

Brad Smith (Microsoft) propone sempre talk interessanti che spaziano tra innovazione digitale, privacy e tecnologia messa a disposizione di tutti, focalizzandosi sui pericoli dell’era digitale e sulla responsabilità delle aziende.

Una talk molto motivazionale che ho adorato è stata quella del 2021 di Cristina Ferreira che parlava di vittorie e sconfitte in un racconto molto personale concludendo così:

“Anche se la mia carriera finisce domani, ok, venderò bifanas (è un tipico panino portoghese). Ma vi assicuro che sarò la migliore venditrice di bifanas del paese. Perché so che posso e ci credo e così vinci sempre, anche quando perdi”

 

David Schneider è ormai da qualche anno diventato una nostra crush da Web Summit, per le sue chiacchierate brevi ma intensissime e pregne di spunti motivazionali sul trovare la propria mission e i propri valori di brand.

“Per cosa lotti, in cosa credi e come lo comunichi?”

 

Rosario Dawson ha tenuto una talk divenuta famosa nel web su tematiche di genere ma anche nel corso degli anni Edward Snowden, Elon Musk, Siyabulela Mandela e molti altri.

 

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Lisbona e pasteis

Dal 2016 il Web Summit si tiene a Lisbona, in terra portoghese, dunque noi l’abbiamo per ora frequentato soltanto qui, anche se è nato a Dublino dal fondatore Paddy Cosgrave (abbiamo un po’ un debole per Paddy).

Lisbona è una città meravigliosa, di cui sono innamorata dal primo momento in cui vi ho messo piede. Si tratta di un posto multiculturale, una città tecnologica, moderna ed innovativa ma allo stesso tempo attenta alle tradizioni e dal sapore antico.

Noi scegliamo da anni il quartiere vecchio dell’Alfama per la nostra casetta da Web Summit e lì basta un passo in una viuzza stretta tra casette colorate per scoprire la Lisbona più autentica, le panetterie di quartiere, i localini caratteristici e caldi in cui assaggiare sapori unici a pochi euro mentre le band di quartiere ti cantano il Fado, una musica popolare tipica del Portogallo con tematiche come migrazioni, lontananza, separazione, un sentimento molto portoghese.

Cose da vedere se è la vostra prima volta a Lisbona:

  • l’Alfama, l’abbiamo appena nominato
  • la Torre di Belem
  • Castello di São Jorge
  • Praça do Comércio ed il centro città sul fiume Tago
  • Cattedrale di Lisbona e Monastero dos Jerónimos
  • Antica Pasteleria de Belem (e compratene a quintali)

 

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Aneddoti che possono solo aumentare

Ecco, per chi di voi ci segue assiduamente su Instagram alcuni degli aneddoti qui sotto descritti potranno non essere così nuovi, ma per molti magari saranno una novità. Mi limito a darvi degli sprazzi di ciò che accadde, quella volta a Lisbona, in un tempo indefinito, in una galassia lontana lontana…

A Lisbona può accadere che la sera, sfinite da conferenze, corse tra padiglioni e deprivate dal sonno, bevi un sacco di Ginja portoghese (un liquorino tipico a base di amarene) e poi il tornare a casa con relative scale alte 3 metri e 40 a scalino (anche tipiche dell’Alfama) diventi una lotta alla sopravvivenza.

A Lisbona può anche accadere che ti sei scofanata 74 pasteis de nata, che contengono burro e latte che non ti dico, e magari sei intollerante al lattosio e mentre sei in fila per entrare all’Altice Arena arriva un piccolo inconveniente tecnico e tu inizi a pregare, anche se sei atea.

A Lisbona può capitare che più sei distrutta e sconvolta dalla vita più continuerai a sederti per puro caso accanto a degli ingegneri informatici che sembrano degli attori hollywoodiani (e Inco ha sempre avuto un debole per gli ingegneri informatici).

A Torino può accadere che causa pandemia il Web Summit si segua in remoto con conferenze da mattina a sera e pasteis procurati da un baretto torinese che quest’anno magari ci riproviamo a procurarceli…

Al Web Summit può accadere che… scopritelo assieme a noi sulle nostre storie.

 

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Breve lista dei consigli pratici se frequenterete il Web Summit nei prossimi anni:

  • controllare se c’è turinoise, così andiamo a scofanarci di pasteis de Belem tutti assieme
  • scaricare l’app e iniziare a spulciarla il prima possibile, per poter creare una vostra schedule personalizzata
  • usare la mappa interna all’app per gli spostamenti e capire dove siete (e soprattutto dove dovete andare)
  • trovare casa vicino ad una stazione treni; raggiungere la fiera Oriente è comodissimo così
  • attenti al caffè (le macchinette lo danno gratis ma non significa che dovete collassare di caffeina, parola di Inco)
  • cercare i promo-robot perché sono quanto di più puccioso ci sia

Per concludere, il Web Summit è persone, non è il digitale: il digital, la tecnologia, sono solo uno strumento, uno strumento ormai divenuto fondamentale, sì, ma che riguarda la persone. E sono proprio le persone il centro di tutto.

Pronti per essere ispirati?

 

Testo di Incoronata Galietti

Immagini: CCO Public Domain

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