Scozia in treno:
tutti i link, tutti i consigli e tutti i posti che ricorderemo
dopo una settimana in giro per la Scozia
ma anche
. quanto
+ consigli extra
Cominciamo dall’inizio:
quando sei a casa e pensi
“come me li prenoto i treni in Scozia” (e quanto costano)?
Costano un pochino, a essere onesti: le ferrovie della Gran Bretagna non sono economiche e funzionano un po’ come siamo abituati a ragionare per le compagnie di volo: prima prenoti, meno spendi.
Noi siamo partiti da Londra (dopo una settimana a scoprire la capitale) per Edimburgo da King’s Cross (sì, quella del binario 9 e 3/4 e PS. lo shop di Harry Potter lì accanto è veramente meritevole) e poi ci siamo mossi lungo le ferrovie verso Dunnottar, Inverness, Pitlochry e Glasgow, con delle digressioni nei dintorni di cui parleremo più avanti.



Partiamo dalle basi:
Esiste un sito delle ferrovie nazionali che consente di visionare tariffe, orari e comprare i biglietti: comincio subito sul segnalare la possibilità interessante dello “split ticket“, ovvero un biglietto composto di più biglietti (es. da Londra a Durham e poi da Durham a Edimburgo), un po’ come un cambio, ma senza cambiare treno. In sostanza non cambia nulla, se non che si risparmia, quindi per farla breve se ve lo propongono non spaventatevi e dite “sì”. Potrebbe al massimo capitarvi di dover cambiare posto all’interno dello stesso treno.
A proposito di posti e funzionamenti generali delle ferrovie in UK:
quando si sale ci sono dei biglietti inseriti in una fessura sopra la testiera oppure dei tabelloni elettronici sotto alle cappelliere accanto ai posti che segnalano se il posto è prenotato e fino a quando (o a partire da quando): per esempio, sulla tratta da Londra potrebbe essere prenotato da subito, ma solo fino a Newcastle, e quindi lo potete occupare finché non sale chi lo ha prenotato. Viceversa, potrebbe essere occupato a Londra, ma da qualcuno che scende prima.
Per distinguerli velocemente, il tabellone mette un segnale rosso se occupato lungo tutta la tratta, giallo per quelli occupati a tratti, verde per quelli liberi. In questo modo, se non avete prenotato un posto, sapete come comportarvi.
In realtà è un sistema estremamente efficace e basta comprenderne il meccanismo per viaggiare molto sereni.
Un’altra cosa da sapere è che esiste la “stagione bassa”, per i treni, in termini di orari più che di periodi dell’anno. Le ore più frequentate dai pendolari sono ovviamente più richieste e quindi non solo il prezzo sarà facilmente più alto per la classica meccanica del biglietto “chi prima arriva meno paga”, ma ci sono agevolazioni per chi decide di viaggiare nelle fasce orarie meno frequentate. Se siete lì per piacere, controllate la fascia “off-peak” o “super off-peak“: eviterete di affollare i treni dei lavoratori (e di trovarli affollati), spenderete meno e tutti saranno contenti.
Ma torniamo al viaggio: abbiamo quindi prenotato un treno da Londra a Edimburgo sul sito nazionale e poi abbiamo preso un pass, per girare la Scozia liberamente.
A questo proposito segnalo anche l’interrail, se siete cittadini europei: particolarmente interessante se stavate pensando di fare un giro della Gran Bretagna più ampio (con il pass nazionale) o anche arrivando da oltre i confini.
Noi abbiamo optato per i pass elargiti direttamente da Scotrail (il sito delle ferrovie interne alla scozia) perché nel nostro caso erano più convenienti e specifici. Infatti, se ci si muove esclusivamente in Scozia, costa meno e include molte tratte alternative percorribili in bus o in nave, per raggiungere le parti più selvagge e lontane dalla ferrovia.
Parliamo quindi dei Pass di Scotrail:
Conviene esplorarli con calma, google maps alla mano, e usare la sezione mappa delle tratte per capire cosa è coperto e dove, quindi, consentono di andare.
Di solito, come l’interrail, consentono un certo numero di giorni di viaggio all’interno di un periodo di validità.
I Rover, per esempio, sono pass di tre giorni consecutivi in cui si può viaggiare, salire e scendere senza limiti (evitando gli orari del mattino presto in cui si spostano i pendolari) all’interno di una certa area (Central Scotland o Highlands).
Noi abbiamo preso lo Spirit of Scotland, nella formula quattro giorni di viaggio in otto giorni di validità. La durata è maggiore, l’area è in assoluto la più estesa e consente di usare i giorni di viaggio in maniera non consecutiva.
Esiste anche nella formula da otto giorni di viaggio in quindici giorni di validità e se potete dedicare tutto quel tempo vi assicuro che di posti da scoprire ce n’è tanti.
Un altro molto interessante è il Grand Tour, pensato appositamente per chi viaggia e vuole raggiungere tutti i posti più complicati e spettacolari della tratta: consente di muoversi lungo una tratta in cerchio tra Edimburgo e Glasgow toccando tutti gli spot più interessanti senza mai tornare indietro: è adatto quindi alle vostre esigenze solo se non pensate di tornare sui vostri passi.
Il costo non è basso, ma comparato ai prezzi delle singole tratte vi accorgerete che è più o meno corrispondente a quello cumulativo se vi organizzaste per tempo prenotando i singoli biglietti da casa. Può essere che in questo modo paghiate meno ma la libertà di scendere e salire, cambiare piani e stabilire le tappe con molta più calma, se non all’ultimo momento, vale il sovrapprezzo. I posti non sono prenotati, naturalmente, ma noi (grazie al sistema delle segnalazioni spiegato prima e all’uso delle fasce orarie off-peak) non abbiamo mai avuto problemi a sederci.
PS. esistono anche delle Railcard, alternativamente, che consentono a determinate fasce di età o anche a chi viaggia all’interno di una specifica area (es. le Highlands) di avere sconti consistenti sui biglietti: valgono un’occhiata.
Guardare le tratte proposte dai pass, comunque, è un ottimo modo di raccogliere idee sui posti visitabili, quindi uno sguardo alle mappe dei pass lo consiglio anche a chi pensa di spostarsi diversamente.
Vediamo il giro che abbiamo fatto?
Ecco dove si può andare in scozia muovendosi senza auto
(vi assicuro che con il giusto spirito e qualche implementazione, in particolare con i pass, non vi ferma nessuno).
Noi siamo partiti da Londra, come detto, nel primo pomeriggio, per arrivare entro sera a Edinburgh.
Siamo rimasti nella capitale della Scozia per quattro notti, utilizzando uno dei giorni per una gita fuori porta (primo giorno di quattro del pass Spirit of Scotland) a Stonehaven e al Castello di Dunnottar.



Ci siamo poi spostati con la ferrovia a Inverness (giorno due del pass), cittadina “alla fine della ferrovia” all’estremo nord della Scozia, in cui abbiamo speso due notti. Inverness è il posto ideale per partire per le Highlands e il pass fornisce la possibilità di partire verso Thurso o spostarsi in Treno e poi in traghetto sull’isola di Skye, ma noi abbiamo optato per un tour, prenotato separatamente e operato da una compagnia locale in bus, lungo il lago di Loch (casa del famosissimo Nessie) e verso zone meno note ma bellissime e deserte (se escludiamo renne, aquile e cervi) della Scozia, in particolare la penisola di Applecross e la zona del Torridon, con tappa al castello di Eilean Donan e ritorno in serata.



Da lì, siamo tornati sui nostri passi per soggiornare nella bellissima Pitlochry (giorno tre del pass) e poi siamo scesi a Glasgow, dove ci siamo fermati un’ultima notte prima di volare verso l’Italia direttamente da lì.
Noi abbiamo incontrato degli amici a Pitlochry, per cui con la loro macchina siamo andati verso Glencoe e Fort Williams, ma nei piani originali saremmo andati in queste zone una volta arrivati a Glasgow, utilizzando l’ultimo giorno del pass. Lungo questa tratta ferroviaria, tra parentesi, c’è anche GlennFinnan, ovvero il punto in cui passa la sopraelevata del treno a vapore a cui si è ispirato l‘Hogwarts Express, e tra Pitlochry e Glasgow vale la pena una tappa a Stirling.



Con un pass più lungo avremmo sicuramente optato per un salto alle isole Ebridi, andando a Skye una volta a Inverness e verso Oban e Mull una volta a Glasgow.
Vediamo un po’ più nel dettaglio le nostre tappe:
. Edinburgh
(che si pronuncia “Edinbrah”, anche se a noi viene naturale riprodurre il suono con cui la chiamiamo Edimburgo)



. Dunnottar
a cui siamo arrivati a piedi con una scampagnata stupenda (facile e accessibile facilmente a tutti) nei campi lungo le scogliere sul mare da Stonehaven



. Inverness
situato sulla costa nord, nel mezzo delle Highlands, lungo il fiume Ness (che poi è quello del lago di Loch e del mostro tanto famoso)
. Torridon, Glen Locherty e la penisola di Applecross
la bellezza di questo posto è proprio il fatto che non sono i primi che troverete segnalati sulle guide e quindi assaltati dai turisti: le colline brulle, le renne e le stradine scoscese e tortuose sono garantite comunque
. Eilean Donan
fate una veloce ricerca su instagram e vedete che, dopo forse Edimburgo e il passaggio di Glennfinnan, Eilean Donan è in assoluto il posto più instagrammabile (e instagrammato) della Scozia.
. Pitlochry
penso non l’avremmo mai scoperta se non fosse stata una tappa strategica lungo la ferrovia, eppure è una cittadina che sembra fatta di marzapane e che potrebbe essere Hogsmeade
. Glencoe
noi non siamo stati fortunatissimi col tempo (o forse è una cosa da mettere in conto, il trovare la pioggia almeno per un tratto di Scozia), ma dopo qualche ora di grigio abbiamo fatto delle passeggiate bellissime
. Glasgow
una città universitaria e industriale in pieno sviluppo, stimolante e dinamica, che coniuga murales bellissimi e un complesso universitario antichissimo e spettacolare



Questo giro, dopo una settimana passata a Londra, ci ha richiesto nel complesso 9 giorni, dal 30 luglio all’8 agosto.
E il meteo?
Lo so, che ve lo state chiedendo.
Non vi mentirò, è una preoccupazione fondata. In pieno agosto (che è, di conseguenza, il periodo che vi consiglio maggiormente per andare) entro venti minuti dall’arrivo a Inverness ci siamo comprati due cappellini di lana rivestiti di pile per il vento glaciale e fortissimo e quando siamo stati a Glencoe la pioggerella e le nuvole basse erano talmente “gloomy” che era difficile distinguere il lago dalla strada che lo costeggiava.
Ma in estate è facile che molte giornate le troviate soleggiate (noi siamo stati, in media, fortunatissimi) e quel che è certo in Scozia e che niente è certo, né duraturo. Nemmeno il brutto tempo, che poche ore dopo quella strada nella nebbia ci ha consentito una bellissima passeggiata nel parco di Glencoe con il sole e l’erba bagnata lucente e verdissima.
Niente panico, quindi, e giacche leggere anti-pioggia e anti-vento sempre dietro. Scarpe impermeabili e con buone suole, vestiti a strati (perché col sole fa caldo) e siete a posto.
In autunno fa già molto freddo ma i colori degli alberi hanno fama di essere stupendi, in primavera-estate il verde dei prati deve essere quasi accecante e in inverno si trovano biglietti aerei per Inverness (per Capodanno, per esempio) veramente convenienti, ma sappiatelo: il cappellino di lana lo indossavamo con sollievo il 3 di agosto.
Considerato questo, mettete nel conto che l’aurora boreale esiste, a quelle latitudini della Scozia.
Se come noi scegliete l’estate, Edimburgo è veramente bellissima (ma affollatissima e in altissima stagione) nel periodo del Fringe Festival, che lì è un evento pazzesco che coinvolge tutta la città e che la trasforma da un giorno all’altro in una gigantesca festa di strada e di teatro in ogni dove. Noi abbiamo scelto di fare un periodo a cavallo, che avesse qualche giorno prima e qualche giorno a festival iniziato, per scoprirla in entrambe le versioni, e probabilmente è quello che rifarei se ci dovessi tornare.
Tra l’altro, in estate si trovano alloggi presso le strutture universitarie a un ottimo costo e fornite di cucina, lavanderia e colazione inclusa, che per noi sono state un salva-tasche e salva-guardaroba, dopo tanti giorni in UK.
A proposito di salva-tasche:
e il costo?
Vi dirò. Pensavo peggio.
Smarcati i treni con il pass (via la spesa, via la paura) e prenotati gli alloggi con un considerevole anticipo, la Scozia in particolare, più di Londra, si è rivelata piuttosto abbordabile, per quanto riguarda il cibo e le spese di ogni giorno.
I pub offrono piatti abbondanti ed alto contenuto calorico e con lo street food si va sul sicuro: una pie ripiena, salata, da Piemaker, per dirne una, costa dai 3 ai 5 euro e vi sfido a ingurgitarne più di due (anche se lo vorrete fare, perché sono buonissime: tornerete una seconda volta, anche su questo vi sfido).
I musei sono gratis e valgono sempre la pena: il National Scotland Museum, in cui siamo entrati originariamente solo in cerca di un bagno a Edimburgo (non me ne vergogno e anzi è un approccio che vi consiglio, specie se non trovate coda), si è rivelato una scoperta preziosissima, con interni dall’architettura bellissima, una collezione super interessante e una bellissima terrazza sulla città.
A Glasgow, i musei universitari e in generale tutta l’area dell’università sono stupendi, gratuiti e vi ricorderanno molto Hogwarts. Tra quelli e i parchi e le passeggiate ad accesso libero, panoramici e bellissimi ovunque, non sono molto le attività per cui si spendono soldi e questo consente di restare in un budget più contenuto di quanto si potrebbe pensare.
Il tour di una giornata per le Highlands ci è costato una cinquantina di euro e i biglietti dei castelli costano poco più di dieci euro a testa. Noi abbiamo pagato cifre di questo tipo l’ingresso per il complesso del castello di Edimburgo, per Eilean Donan (che secondo me non meritava molto e valeva molto la pena da fuori, più che da dentro) e per Dunnottar, che invece è stato forse il punto più alto del nostro viaggio.
Ci sono poi, come sempre, le cattedrali e le chiese, in cui merita sempre di entrare e per cui non abbiamo mai dovuto pagare nulla: particolarmente belle St.Giles a Edinburgh e la Cattedrale di Glasgow, che dietro ha anche una bellissima necropoli a gradoni con vista sulla città.
I cimiteri sono un posto strano, da visitare, per la nostra cultura, ma nel Regno Unito sono posti bellissimi e curati, pieni di storia, e in genere molto verdi e interessanti. Anche a Edimburgo ci sono il Greyfriars (all’interno del quale si può trovare la tomba di Tom Riddle) e il St. Cutbert, che valgono entrambi una passeggiata.
Consigli aggiuntivi, ovvero specifici,
per mangiare, bere e dormire in Scozia:
. Le residenze universitarie che affittano gli alloggi per studenti vuoti per l’estate sono molto convenienti e ci hanno consentito di trovare un buon prezzo anche nel periodo del Fringe. Noi a Edimburgo siamo stati al Joivy – Vita Fountainbridge, con una bella vista sul castello e a distanza a piedi di circa 15 minuti dal centro storico.
. Bertie’s fa un fish & chips dalla croccantezza e dalla succosità perfetta e penso sia giusto provarlo, se passate dal Regno Unito, almeno una volta. Si trova in pieno centro a Edimburgo, lungo la bellissima Victoria Street (che ha ispirato Diagon Alley), eppure ha costi popolarissimi e pure versioni vegane e senza glutine. Consiglio anche lo slaw, un’insalata di cavolo e altre verdure in una salsa acidula e voluttuosa.
. Piemaker ha dei costi quasi incredibili per delle tortine di frolla e di sfoglia ripiene (e calde) con ogni tipo di stuffing. La Steak & Ale pie è meravigliosa, ma potete provarle tutte.
Sappiate che sono piccole ma vi riempiranno moltissimo.
. Tra le esperienze più indimenticabili c’è la serata allo Scotsman Picturehouse, in cui abbiamo visto Deadpool 2, che era appena uscito. Si tratta di un cinema nascosto tra le viuzze del centro, scendendo dal Royal Mile verso la ferrovia, in cui ogni postazione è una gigantesca poltrona di pelle rossa con tanto di tavolino e abat-jour personale. Boiserie di velluto rosso sulle pareti avorio, un bar anni 30 appena entrati … mai visto un film seduta così comoda in una location così spettacolare.
. Anche la Edimburgo nuova, dall’altro lato della ferrovia, vale una visita, e se passate dovete assolutamente prendervi un caffè ai tavolini della libreria multipiani di Waterstones: la vista sulla città vecchia è imperdibile.
A proposito di librerie, Armchair Bookshop è un piccolo antro di libri usati di grande atmosfera e la Blackwell è probabilmente la mia preferita di Edimburgo.
. Parchi bellissimi e dove trovarli:
Holyrood richiede una bella scarpinata in salita ma offre grandi soddisfazioni e la sensazione di trovarsi sul tetto del mondo, lontano da tutti, anche se in realtà è nel centro a Edimburgo;
Calton’s Hill, la collina di fronte, ha delle bellissime rovine in cima e una bella vista sulla città vecchia;
i giardini di Prince Street, vicino alla ferrovia, sono pieni di verde, di fontanelle e di chioschetti.
A Inverness, la Ness Walk si sviluppa lungo le sponde da ambo i lati fino a due bellissime isolette in mezzo al fiume che più avanti diventa il lago di Loch Ness. Si trovano pescatori di salmoni, avventori in bicicletta e coppiette che si godono le rive.
Da Pitlochry partono numerosi itinerari di bassa difficoltà, di cui il più vicino e semplice è quello che costeggia il fiume Tummel facendo un giro ad anello intorno alle sue rive, dove si possono anche affittare barchette, kayak e mangime per le papere.
A Glasgow, nel quartiere universitario, il Kelvingrove è un’oasi di pace, verde e fontanelle, piena di scoiattoli amichevolissimi.
Se siete nelle Highlands, i visitor centre dei parchi nazionali sono sempre un’ottimo posto per trovare bagni puliti, informazioni e mappe e consigli sui percorsi da fare in base ad abbigliamento, difficoltà e tempo a disposizione.
Glencoe, tra gli altri, ha passeggiate molto semplici e attrezzate, anche brevi, popolate da mucche Highlander e Shetlands.
. A proposito di Glasgow: come trovate spesso scritto in giro, è definita una delle “friendilest cities in the world”. Vi accorgete di quanto sia vero quando avete a che fare con l’ospitalità nei locali. Sono stata solo in due posti ma in entrambi il livello era altissimo, il servizio super accogliente e le formule di prezzo molto invitanti.
The Duke’s Umbrella è un locale molto bello dagli interni curati specializzato in roast, in cui noi abbiamo preso una chicken supreme indimenticabile, con smashed potatoes da mettersi a piangere, ma ha anche opzioni vegane e insalate sfiziose. La domenica fa il sunday roast, che è una tradizione britannica da provare assolutamente.
Inns & Gunn è una birreria nel pieno di una delle vie più caratteristiche della città, ovvero Ashton Lane, e ha una bellissima formula due per uno che consente di fare una cena a base di piatti tipici a prezzi davvero popolari.
. Non potete andare nel Regno Unito senza fare un afternoon tea: gli scones con la marmellata e la panna sono una delizia semplicemente regale. I più buoni li ho trovati da Hettie’s a Pitlochry, che li fa artigianali e consente di scegliere l’impasto.
. E una volta tornati? Come si cura il “Mal di Scozia”?
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