Di carbone nella calza, fallimenti e buone intenzioni
Benvenuti in Bocconcini
Qui ritroverete pezzi e avanzi di Spezzatini, la nostra newsletter ripresa, riscaldata e servita in versione take-away.
Assaggi di Spezzatini passati, serviti in comode box da asporto
dalla newsletter del 3/1/2025
“Anna va via come la Befana”
La nostra idea di Befana
Avete festeggiato alla mezza? Quanto spumante avete bevuto per dimenticare gli orrori dell’anno appena passato e tentare di rendere meno lucidi nella vostra mente anche quelli che ci attendono in questo nuovo anno?
Gennaio è arrivato,
è tempo di buoni propositi dunque,
e di tutta l’ansia che questi portano con sè.
Perché, diciamocelo, i buoni propositi sono qualcosa che ormai sentiamo la necessità di fare – se non altro anche solo perché eddai, li fanno tutti – ma allo stesso tempo rischiamo di entrare in dei loop infiniti in cui l’anno non è ancora iniziato e noi già lo vediamo come una cosa dura e difficile… e soprattutto siamo già delusi.
Ho io l’unico buon proposito che serve
Lasciar andare.
Lasciamoli andare, ‘sti buoni propositi fatti di niente, di aspettative magari non ricambiate o non realistiche, di angosce e richieste mai esaudite.
Lasciamoli andare nel vento, lasciamoli indietro, come l’anno vecchio, come un ricordo che sbiadirà.
La verità è che non per forza bisogna farli, ‘sti buoni propositi antipatici.
Non dobbiamo forzarci a tutti i costi di creare le nostre liste di tutte le cose meravigliose che faremo, iniziando a buttare ansia su noi stessi già da inizio anno, quando ancora stiamo smaltendo la sbronza di capodanno.
Non è sufficiente, dico, che quest’uomo fra qualche giorno si insedia alla Casa Bianca? DI NUOVO? Dobbiamo pure torturarci coi buoni propositi?
Questo per dire che siamo stufe dei buoni propositi, che quest’anno facciamo la revolution, che non li vogliamo fare e ci concentreremo piuttosto nell’accettare le cose che arrivano e farne il meglio che riusciamo, che non sempre tutto deve andare bene per forza e anche se va male… va bene così.
E iniziamo noi a raccontarvi il nostro inizio anno.
Anche quest’anno abbiamo lavorato tanto per stampare la nostra agenda annuale, come tutti gli anni dal 2019.
Purtroppo però, per tutta una serie di imprevisti, sfortune, allineamenti cosmici opposti, la luna in Giove – maledetto Giove – e per delle maledizioni che evidentemente sia io sia Anna ci portiamo dietro dalla nascita, quest’anno l’agenda Turinoise non è andata in stampa.
Sappiamo che probabilmente tra voi ci sarà chi ci rimarrà molto male. Ci siamo rimaste male anche noi. Lavoro sprecato? Forse. O forse no.
Perché è anche giusto vedere le cose che non funzionano in un’altra maniera, da un’altra prospettiva. Fare due passi avanti, e uno indietro, come dice anche Anna…
Le GIF di questa newsletter non sono casuali, ripeto, NON sono casuali
Reculer pour mieux sauter
… dice un detto francese che ha sempre parlato al mio cuore con una saggezza rara. Vuol dire, letteralmente, fare un passo indietro per saltare meglio.
E questa sono io che fingo cultura e capacità di parlare francese quando in realtà questa perla l’ho scoperta grazie a niente meno che una puntata di Emily in Paris.
Però seriamente: mi era rimasto impresso perchè più cresco più famigliarizzo con una sensazione che, sono certa, conosciamo tutti: quel senso di rimpianto e di fallimento che viene con ogni traguardo “quasi centrato”, ogni scadenza “mancata per poco”.
Mi è sembrato un detto che mi avrebbe aiutato a cambiare prospettiva la prossima volta che mi ci sarei trovata di fronte.
Non è passato molto in effetti prima che mi trovassi a farne uso. Non avrei pensato di dirlo, ma Emily in Paris mi ha aiutato in un momento difficile.
Questo ci dice quanto sono esaurita.
Ci sono volte in cui un passo indietro è la cosa più furba da fare e che quella vocina che parla di fallimento è una cattiva consigliera. Volte in cui davvero una battuta d’arresto può essere un’occasione per prendere meglio le misure. Devo molto a Emily in Paris ma devo di più a Incoronata, che mi ha aiutato a capire come trasformare uno sgambetto in una rincorsa, quando abbiamo deciso che non avremmo potuto stampare l’agenda ma che ne avremmo approfittato per lavorare meglio sulla prossima.
Se volete, potete fare questo salto insieme a noi.
Noi tutti che ci ripigliamo quello che è nuostr
Che la saggezza di Emily in Paris sia con noi, quindi, in questa settimana strana. Potremmo guardarci indietro e chiederci quanti dei buoni propositi dell’anno scorso abbiamo rispettato, MA NON LO FAREMO.
E la Befana che viene a minacciarci col suo carbone perchè non siamo stati abbastanza buoni anche quest’anno può prendere tutto e portare a casa.
Anzi, vi lascio e vado a togliere la calza dal camino. La Befana la faccio io, per noi tutti, e vi dico che il carbone è ANNULLATO.
”Fare del proprio meglio” è più che sufficiente e ci meritiamo tutti le caramelle.
Questa è una vecchia newsletter, riscaldata per voi come un panettone in ritardo. E sì, per chi se lo stesse chiedendo: l’agenda 2026 ci sarà, è già in cucina, pronta da servire fresca fresca nel 2026.
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