Le canzoni, da La locomotiva a L’avvelenata, da Auschwitz a Incontro e molti altri titoli entrati nella memoria collettiva, tornano così a risuonare dal vivo con la stessa intensità di allora, tra malinconia, ironia e quella lucidità affettuosa che ha reso la scrittura di Guccini una pietra miliare della canzone d’autore italiana. La formazione che sale sul palco è quella che il pubblico riconosce subito: Juan Carlos “Flaco” Biondini (voce, chitarra), Vince Tempera (tastiere), Antonio Marangolo (sassofono), Ellade Bandini (batteria), protagonisti di una serata di musica e memoria che non è semplice tributo, ma continuità viva di un repertorio capace di parlare ancora al presente.