gennaio, 2020

21gen18:30Binario vivo con Ernesto Milanesi, Claudio Canal e BequadroLibreria TrebisondaCategorie:LIBRI,MEETING E CONFERENZEExtra:GRATIS,Porta Nuova

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Binario vivo con Ernesto Milanesi, Claudio Canal e Bequadro presso la Libreria Trebisonda a Torino

Alla Libreria Trebisonda di Torino presentazione con l’autore Ernesto Milanesi e rappresentazione, con Claudio Canal & il coroteatro Bequadro, di BINARIO VIVO (Teatri Off Padova ed.), dedicato all’impresa di Abdul Rahman Haroun, “che in solitaria ha percorso tra Calais in Francia e il Kent in Gran Bretagna, i 50 chilometri del Tunnel della Manica al buio, in un giorno e a piedi, stretto nei 90 centimetri residui tra la parete della galleria e il binario su cui sfrecciano i treni dell’Alta Velocità. E «non è agonismo, ma agonia, la stessa radice greca – commentò nel 2105 Oliviero Beha – come prova di una infinita tragicità».

ABDUL, che rischia di essere cancellato dalla nostra memoria, fino a quel momento non esisteva. Nonostante avesse attraversato disperato l’intero continente africano, finito come tanti nelle galere libiche, e poi mezza Europa, e avere «vissuto» nella giungla di Calais, non esisteva. Per ricordare bene a tutti noi la sua avventura «sportiva», Ernesto Milanesi ha scritto un prezioso oratorio teatrale, Binario vivo (Teatri Off Padova ed. con introduzione di Umberto Curi e tavole di Carlo Vitelloni, pp. 87, euro 10). Abdul fino all’uscita dal Tunnel nell’agosto 2015 non esisteva. Stava sospeso nel limbo lessicale con il quale dividiamo a bella posta gli esseri umani profughi da guerre e miseria – entrambi costruzioni della nostra storia e del nostro presente occidentale, coloniale e neocoloniale -, in migranti economici e non. Una divisione criminale. «Per quale motivo razionalmente definibile – scrive Umberto Curi nell’introduzione – una persona che cerchi di fuggire dalla prospettiva assai probabile di morire di fame debba essere considerata meno degna di aiuto rispetto a chi tenti di sottrarsi ai pericoli della guerra?», ma ai primi viene riconosciuto un diritto, quello dell’asilo – quando non li allontaniamo in mare verso i luoghi di fuga per non concederlo, quando non deleghiamo a milizie la loro gestione con scambio monetario – i secondi invece sono delinquenti puri, da stigmare eternamente come «clandestini». Dimenticando che spesso la condizione della miseria e della guerra vanno appaiate, dietro gli affari che presiedono ai due fenomeni tutt’altro che oggettivi ma provocati dalla rapina delle risorse, vale a dire dal nostro stile di vita occidentale. È così, la miseria culturale dell’Europa non regge all’impatto migratorio.

Quando

(Martedì) 18:30

Dove

Libreria Trebisonda

via S. Anselmo 22 10125 Torino