novembre, 2021

sab06nov All Daysab08genArchitetture CriminaliFebo e Dafne, Via Vanchiglia 16

Quando

Novembre 6 (Sabato) - Gennaio 8 (Sabato)

Dove

Febo e Dafne

Via Vanchiglia 16

Dettagli

Architetture Criminali – Febo e Dafne Torino

Adelaide Di Nunzio

06.11.2021 – 08.01.2022

Architetture Criminali, la mostra fotografica di Adelaide Di Nunzio inaugura alla galleria Febo & Dafne, in occasione della Notte delle Arti Contemporanee di Torino il 6 novembre 2021.

Architetture Criminali - Febo e Dafne Torino

Il 6 novembre 2021 viene presentato alla galleria Febo e Dafne di Torino il progetto fotografico “Architetture Criminali” di Adelaide Di Nunzio. Una ricerca che spazia tra reportage e fotografia d’arte e che ha richiesto 10 anni di lavoro, dal 2010 al 2020. Una serie di stampe fotografiche ed un libro, raccontano il degrado architettonico di una parte dell’Italia meridionale che non rappresenta semplicemente una bruttura estetica, quanto piuttosto è testimonianza degli effetti dell’illegalità sulla vita delle persone, sul tessuto urbano, sul paesaggio e sulla società. La selezione fotografica che compone la mostra ed il libro, infatti, è accompagnata dai ritratti di persone e personaggi incontrati dalla fotografa durante il lungo periodo di ricerca, a testimonianza del fatto che ciò che resta dell’opera umana non è mai svincolato dal proprio artefice e dal modo di vivere in cui è immerso. La mostra inaugura, in occasione della Notte delle Arti Contemporanee di Torino, il 6 novembre 2021 dalle ore 11.00 alle ore 23.00 e contestualmente sarà presentato l’omonimo volume fotografico. La personale durerà fino all’8 gennaio 2022 ed in galleria sarà disponibile alla vendita il libro.

“L’occhio umano si abitua all’orrore del degrado e della fatiscenza. Lo sguardo, al primo impatto, inorridisce alla vista dell’edificio in disuso, del non finito abusivo o abbandonato, ma con il tempo questo diventerà invisibile.

Ho voluto fotografare questi scheletri del degrado urbanistico come se fossero dei monumenti magnifici, al pari di altre attrazioni turistiche per le quali la nostra Italia è così famosa. Rappresentati come reliquie, questi relitti acquistano maggiore visibilità, catturano il nostro sguardo e ci invitano ad una riflessione profonda sulla storia contemporanea della nostra architettura e del nostro territorio.” (A. Di Nunzio)

In un racconto visivo che attraversa Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, Adelaide Di Nunzio ci invita ad osservare la realtà per quella che è: l’occhio può abituarsi a taluni orrori e non leggerli più come tali e così può fare l’essere umano. Ma l’habitat in cui conduciamo le nostre vite non è solo involucro, ma anche specchio del tipo di relazioni sociali in cui siamo coinvolti. Con lo stratagemma estetico di rappresentare con autorevolezza e magnificenza tali orrori architettonici, la fotografa ci invita ad una riflessione profonda su tematiche etiche e morali, sociali ed antropologiche. Abituarsi alla bruttezza può essere sinonimo di abitudine all’illegalità?

Ovviamente il libro e la mostra non offrono risposte univoche, ma lo spunto ad una riflessione personale e profonda che ci chiama a rispondere come individui alla costituzione del tessuto sociale di cui siamo parte. La raccolta di foto è accompagnata nel libro da quattro paragrafi dedicati ognuno ad una delle regioni interessate, la lettura delle riflessioni personali di Adelaide Di Nunzio offrono il primo spunto per un ideale dibattito collettivo.

Hei.

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