ottobre, 2017

06ott All Day07Apertura Stagione 2017/18- Uno su SeimilaTeatro Caffè della CadutaCategorie:TEATRO E DANZAExtra:GRATIS

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Dettagli

1/6000
UNO SU SEIMILA
 
uno spettacolo di Marco Bianchini 
luci Fabio Bonfanti suoni Gabriele Porqueddu 
progetto scenografico Marzia Barberato, Marco Bianchini
produzioneTeatro della Caduta
con il sostegno di Campsirago Residenza, Teatrino Fontana/ RadiceTimbrica Teatro  – Botteg’art 
 “I’ve felt uncomfortable since the day that I was born…” John Grant

Villaverla, provincia di Vicenza, un piccolo comune di circa seimila abitanti del distretto n. 8, Alto Vicentino. Tra i seimila abitanti del paese ce n’è uno che ad un certo punto si rende conto che ci sono diverse cose in lui che lo rendono diverso rispetto a tutti gli altri. Le possibilità sono due: lasciare il paese, oppure trovare il modo di adattarsi. Quando ancora non hai raggiunto l’età per andartene di casa, la scelta è obbligata, devi adattarti. Ma fino a che punto si può cambiare sé stessi? E cosa succede quando si decide di smettere di adattarsi? 1 su 6000 è una mirabolante parabola drammaturgica che parte da una rielaborazione di ricordi e di esperienze personali per toccare una varietà di temi e situazioni mai vista prima: dalla nascita del libro che ha rivoluzionato il pensiero umano, all’invenzione di sofisticatissime strategie di sopravvivenza al bullismo, da nozioni sull’Alto Vicentino che ignorano persino i suoi abitanti, a retroscena inaspettati su cartoni animati giapponesi d’antan. E ancora, magie inutili, personaggi in cerca di una seconda chance, una suora, numerosi gattini. Oltre a tantissima musica di ottima qualità.

NOTE

Lo spettacolo nasce da una domanda: Com’è possibile che ancora oggi ci siano delle persone che devono vergognarsi di come sono, come si muovono, vestono, parlano, di quello che gli piace… che devono continuamente sorvegliare il proprio comportamento per non avere problemi e che addirittura, per questi stessi problemi arrivano al punto di togliersi la vita?

Ho voluto raccontare questo senso di scollamento tra la propria identità e l’immagine che si sente di dover mostrare all’esterno – la sensazione di non sentirsi “a posto” sia dentro di sé che rispetto al proprio ambiente – a partire dal mio vissuto personale, andando a ripescare episodi della mia infanzia e adolescenza nel profondo della provincia veneta e cercando la maniera di portarli in scena senza scivolare nell’autocommiserazione  e nel ripiegamento in me stesso, ma cercando di mantenere un registro in bilico tra ironia e dramma.

Ho provato ad immaginare un mondo in cui questo problema non esista più, per poi mettere il pubblico di fronte all’assurdità della realtà dei fatti.

Nello spettacolo ipotizzo una realtà alternativa in cui la questione del “chi va con chi” sia ormai superata.
Immagino che per dimostrare l’enormità del cambiamento ad un pubblico, sia necessario fare un passo indietro, far vedere com’era il mondo prima, e per farlo scelgo di concentrare l’attenzione su un’area geografica estremamente circoscritta, l’Alto Vicentino, appunto.

 

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Quando

ottobre 6 (Venerdì) - 7 (Sabato)

Dove

Teatro Caffè della Caduta

Via Eusebio Bava, 39, 10124 Torino