settembre, 2021

mar14set All Daysab27novAfghanistanRob BirzaGalleria Giorgio Persano, Via Stampatori 4

Quando

Settembre 14 (Martedì) - Novembre 27 (Sabato)

Dove

Galleria Giorgio Persano

Via Stampatori 4

Dettagli

Afghanistan – Galleria Giorgio Persano a Torino

14 settembre – 27 novembre 2021

Il 14 settembre 2021 la Galleria Giorgio Persano presenta, nello spazio del giardino interno, Afghanistan di Rob Birza. L’opera appartiene all’omonima serie del 2005, presentata per la prima volta nella sede di piazza Vittorio Veneto e creata a partire da fotografie di guerra, tratte dai giornali, scattate nei territori della Palestina, dell’Iraq e dell’Afghanistan. Di queste si è deciso di riproporne una particolarmente significativa, dedicata all’Afghanistan, alla luce della recente caduta di Kabul e del ritiro delle truppe statunitensi dal territorio afghano con conseguente restaurazione del regime talebano, per un confronto sul tema a vent’anni di distanza tra l’inizio e la fine dell’occupazione americana.

Afghanistan - Galleria Giorgio Persano a Torino

Afghanistan è un’opera monumentale nella quale viene proposta una problematizzazione della rappresentazione della guerra, offrendo differenti prospettive che ne complicano la lettura, spesso unilaterale, proposta dai mass-media occidentali. Al paesaggio onirico e quasi caricaturale di un pastore con il suo gregge, non immediatamente riconducibile all’immaginario di guerra, è accostata una cornice che “inquadra” la scena all’interno di un contesto marziale, mettendo in luce le dinamiche di profitto economiche.

La cornice presenta infatti, sulla parte alta, il nome “Afghanistan”, che viene da noi immediatamente associato al tema della guerra come pochi altri paesi e, sulla parte bassa, in maniera provocatoria, il nome di tre sport tipicamente occidentali “Golf”, “Tennis” e “Surf”, a sottolineare la dimensione di profitto del conflitto. A rimarcare questa dinamica, è anche il fatto che le parole siano tessute in lana, quasi a creare una linea diretta tra il gregge rappresentato all’interno della cornice e le attività ludiche a noi vicine.

Il lavoro si presenta quindi come una sorta di manifesto turistico vintage paradossale, le cui contraddizioni erano e rimangono ad oggi irrisolte.

 

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